"Siamo davanti ad un Presidente del Consiglio che teme la pubblica opinione. E a un editore che teme i giornali. Possiamo assicurarli entrambi (spaventati dalla verità, e dalla libertà) che continueremo a fare il nostro mestiere: perché i cittadini vogliono sapere, per poter giudicare. E non prendono ordini dal Premier su cosa bisogna leggere, nell’Italia berlusconiana."